Tre giorni di fotografia, trekking e racconti alla scoperta di luoghi remoti e nuove prospettive di vita

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La vita nelle città è sempre più messa in discussione da ampie fasce della popolazione. L’inquinamento crescente, il cambiamento climatico, i ritmi frenetici, il costo della vita elevato, il desiderio di una vita e di un’alimentazione più sane e legate a natura e tradizioni hanno posto le basi per un movimento di ritorno a territori periferici e extraurbani.



Da queste basi nasce il microfestival "Riscopriamo le nostre terre perdute", fatto di varie tappe in giro per le alpi e gli appennini italiani, a cercare un futuro per le "aree interne" distanti dalle città, dai treni ad alta velocità, dagli impianti di risalita e dal turismo di massa. Aree spopolate, abbandonate, perdute, verso cui riportare cultura, racconti, musica, dibattiti e soprattutto fotografia nelle vie e nelle piazze dei paesi dimenticati, cercando un dialogo tra centro e periferia, tra città e montagna. Per superare stereotipi e diffidenze, e parlare di complessità, ponendo domande e non soltanto blaterando improbabili e future soluzioni.



Il microfestival prende avvio da un reportage nell'Occitania italiana e dall'incontro con alcuni amici (Ennio, Anna, Franca, Fabio e naturalmente Giulia) e incontra presto l'interesse di Touring Club Italiano, Fondazione Museo Storico del Trentino, Terres Monviso, comuni e unioni montane dei territori coinvolti, riserve naturali e parchi. Finanziamenti neanche a parlarne, ma si va avanti.

A giugno 2021 la prima tappa è andata in scena a Celle di Bellino, nel Piemonte meno conosciuto, ai piedi del Monviso, con centinaia di partecipanti nelle vie di un paese solitamente silenzioso. Poi a settembre a Velva, nell'appennino ligure, e a fine ottobre a Corchia, in quello parmense.

Perché bisogna fare, non soltanto parlare.

Qui tutte le informazioni sul microfestival "Riscopriamo le nostre terre perdute": www.terreoltre.it/iniziative